Il Carosello
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi click o accedi per continuare.
Racconti e Leggende  Certos10
Carosello Flash

CalendOrario
Carosello News
Ultimi argomenti attivi
La Piazza Ven Gen 27, 2023 8:28 amDalila
Le magie del nostro cervelloGio Gen 26, 2023 6:10 pmDalila
Donne coraggioseGio Gen 26, 2023 12:31 pmDalila
A sua immagineMar Gen 24, 2023 12:31 pmNickita
Pensieri in rime sciolte Ven Gen 20, 2023 9:57 pmDalila
Le Avventure di Jean Mer Gen 18, 2023 9:02 pmDalila
Beauty in ArmonyMer Gen 18, 2023 8:23 pmDalila
I postatori più attivi del mese
51 Messaggi - 46%
26 Messaggi - 23%
23 Messaggi - 21%
12 Messaggi - 11%
Partner

creare un forum

Segui Forumattivo su Facebook Segui Forumattivo su Twitter


Andare in basso
Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Le Fate e il Cappello bianco

Mer Dic 07, 2022 2:28 pm
Racconti e Leggende  43791810



Le Fate e il Cappello bianco




C’ era una volta un ragazzo che tornando a casa, una sera, si allontanò senza accorgersene dal sentiero perdendosi nella grande foresta. Quando giunse la notte il ragazzo, stanco del lungo cammino, si stese sotto un albero e si addormentò. Al risveglio, alcune ore più tardi, si accorse che un grande orso era disteso accanto a lui con la testa appoggiata ai suoi vestiti. Il ragazzo in un primo momento si spaventò, ma quando si accorse che l'orso in realtà era mite, si lasciò condurre da lui attraverso il bosco finché vide una luce provenire da una piccola capanna fatta di zolle erbose. Bussò alla porta e una piccola donna gli aprì e lo invitò gentilmente a entrare. Nella capanna, seduta accanto al fuoco, c'era un'altra piccola donna. Dopo avergli offerto una buona cena gli dissero che avrebbe dovuto dividere con loro l'unico letto della capanna.


Appena coricato il ragazzo sprofondò in un sonno pesante ma si risvegliò bruscamente al suono del pendolo che batteva la mezzanotte. Vide le due piccole donne alzarsi e infilarsi dei cappelli bianchi appesi alla spalliera del letto. La prima disse: «io vado» e l'altra aggiunse: «io ti seguo» e improvvisamente scomparvero.
Spaventato all’  idea di restare solo nella capanna, e vedendo un altro cappello bianco appeso alla spalliera, lo indossò dicendo: «io ti seguo». Ed ecco che immediatamente una forza misteriosa lo portò al cerchio delle Fate dove tante piccole donne danzavano allegramente. A un certo punto una di loro disse: «io vado alla casa di un gentiluomo» e tutte le altre: «io ti seguo». Il ragazzo fece altrettanto e si ritrovò su un tetto, vicino a un alto camino.


La prima fata, poiché proprio di Fate si trattava, disse: «Giù dal camino!» e le altre, ripetendo la solita formula, la seguirono prima attraverso la cucina e poi giù fino alla cantina. Qui cominciarono a prendere delle bottiglie di vino da portare via, poi ne aprirono una e la porsero al ragazzo il quale bevve così avidamente che cadde in un sonno profondo. Al risveglio si trovò solo, e tutto tremante ritornò nella cucina dove incontrò dei servi che lo condussero dinnanzi al padrone di casa; dato che non sapeva dare una valida spiegazione circa la sua presenza lì fu condannato all'impiccagione.
Quando già si trovava sul patibolo vide una delle piccole donne farsi largo tra la folla; in mano teneva un cappello bianco simile a quello che lei aveva in capo. La fata chiese al giudice di lasciare indossare il cappello al ragazzo prima di impiccarlo e il giudice, non vedendo cosa ci potesse essere di male, acconsentì.


La fata si arrampicò allora sul patibolo e mise il cappello sul capo del ragazzo dicendo: «io vado!» e il ragazzo, rapidamente, rispose: «io ti seguo!». Veloci come fulmini volarono fino alla piccola capanna nel bosco. La fata gli spiegò allora quanto si fosse offesa nello scoprire che si era appropriato del cappello bianco e aggiunse che, se voleva essere amico delle creature fatate del bosco, non avrebbe mai più dovuto prendere le cose di loro proprietà.
Il ragazzo promise e, dopo una buona cena, gli fu concesso di tornare alla sua casa.



Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Il Maestro Zen

Ven Ott 21, 2022 9:52 pm
"Maestro, come posso affrontare l'isolamento?"

"Pulisci la tua casa. A fondo. In tutti gli angoli. Anche quelli che non hai mai avuto la voglia, il coraggio e la pazienza di toccare.
Rendi la tua casa splendente e curata. Togli la polvere, le ragnatele, le impurità. Anche quelle più nascoste.
La tua casa rappresenta te stesso: se ti prendi cura di essa, ti prendi cura anche di te."

"Maestro ma il tempo è lungo. Dopo essermi preso cura di me attraverso la mia casa come posso vivere l'isolamento?"

"Aggiusta quello che può essere aggiustato ed elimina ciò che non ti serve più. Dedicati al rammendo, ricama gli strappi dei tuoi pantaloni, cuci ben bene gli orli sfilacciati dei tuoi abiti, restaura un mobile, ripara tutto ciò che vale la pena riparare. Il resto, buttalo. Con gratitudine. E con consapevolezza che il suo ciclo è terminato. Aggiustare ed eliminare fuori di te permette di aggiustare o eliminare ciò che c'è dentro di te."

"Maestro e poi? Cosa posso fare tutto il tempo da solo?"

"Semina. Anche un solo seme in un vaso. prenditi cura di una pianta, annaffiala ogni giorno, parlaci, dalle un nome, togli le foglie secche e le erbacce che possono soffocarla e rubarle energia vitale preziosa. E' un modo di prenderti cura dei tuoi semi interiori, dei tuoi desideri, dei tuoi intenti, dei tuoi ideali."

"Maestro, e se il vuoto viene a farmi visita? Se arrivano la paura della malattia e della morte?"

"Parlaci. Prepara la tavola anche per loro, riserva un posto per ciascuna tua paura. Invitale a cena con te. E chiedi loro come mai son giunte da così lontano fino alla tua casa. Che messaggio vogliono portarti. Cosa vogliono comunicarti."

"Maestro, non penso di potercela fare..."

"Non è l'isolamento il tuo problema ma il timore di affrontare i tuoi draghi interiori. Che hai sempre voluto allontanare da te. Ora non puoi fuggire. Guardali negli occhi, ascoltali e scoprirai che ti hanno messo con le spalle al muro. Ti hanno isolato per poterti parlare. Come i semi che possono germogliare solo se sono da soli"


Elena Bernabè


Racconti e Leggende  Bjbjbh10

A Dalila e Red Tony piace tantissimo ♥♥♥♥

Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Mar Mag 03, 2022 2:23 pm

ACQUA BOLLENTE...


Una ragazza andò dalla madre,per lamentarsi, di come la vita fosse così dura, per lei!
Non sapeva più, come cavarsela,e aveva tanta voglia, di piantare tutto:
era stanca, di combattere, con le vicissitudini quotidiane...
Sembrava che, appena un problema era risolto,
un altro ne sorgesse, a complicare le cose! La madre la portò, in cucina...Riempì tre tegamini di acqua, e li depose sul gas, a fuoco alto! Presto, l'acqua cominciò a bollire...Nel primo, mise una carota: nel secondo, un uovo, e nel terzo, una manciata di caffè macinato! Li lasciò bollire, per un certo tempo, senza dire niente. Dopo circa venti minuti, spense il fuoco. Tirò fuori la carota, e la depose su un piattino: così, fece anche con l'uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in una tazza! La madre le disse di avvicinarsi,e di toccare la carota: lo fece, e notò che era soffice...

Poi, la madre le disse di prendere in mano l'uovo, e di romperlo: dopo averne tolto il guscio, notò l'uovo indurito, dalla bollitura!
Poi, la madre disse, alla figlia, di sorseggiare il caffè! La ragazza cominciò a sorridere, al contatto con il ricco aroma del liquido, che beveva...

Poi, chiese alla madre: «Che cosa significa, tutto questo?».
La madre le spiegò che ognuna, delle tre cose aveva dovuto far fronte, alla stessa avversità:
l'acqua bollente... E ognuna di esse aveva reagito, in modo diverso!
La carota era entrata nell'acqua, forte, e dura, ma, dopo aver lottato con l'acqua bollente,
si era rammollita, e indebolita... L'uovo era entrato, fragile, nell'acqua!
Il guscio sottile proteggeva il suo interno, liquido, ma, dopo aver lottato, con l'acqua bollente, si era indurito!
Il caffè macinato, invece, si era comportato, in modo del tutto unico... Dopo essere stato gettato, nell'acqua bollente, aveva agito sull'acqua, e l'aveva trasformata! «Con quale, di questi tre, ti identifichi?», chiese la madre, alla figlia. «Quando l'avversità bussa alla tua porta, come rispondi?
Come la carota, che molla tutto?
Come l'uovo, che indurisce, e inaridisce il cuore?
O sei come il caffè, che cambia l'acqua con le qualità migliori, che si porta dentro?».
"La sofferenza è come lo scalpello, dello scultore:
rivela, quello che c'è, in te...".




Racconti e Leggende  Tumblr-inline-pnajcl-Smp-Q1sgg9j1-640

A Dalila piace il post ♥

Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Gio Apr 28, 2022 2:42 pm

La Sirena del Nilo, El Naddaha



Racconti e Leggende  3a4ac810


Anche gli Egizi avevano le loro " sirene" . Quasi ogni popolo aveva un ideale di sirena , una figura mitologica che per gli Egizi appunto era una donna pesce molto affascinante che attirava con il suo canto, secondo la leggenda, gli uomini che passavano per il grande fiume , il Nilo.


Sicuramente l'origine della leggenda è da ricondurre agli ultimi anni dello splendore della civiltà Egizia, influenzata dai nuovi popoli musulmani che la invasero .
Si narra che la " sirena" cantasse e con il suo canto attirasse la curiosità degli uomini che si trovavano a camminare nelle rive del fiume oppure nel loro navigare le acque. Erano creature incantevoli , e chiunque cadesse nella loro trappola stregato dalla loro bellezza , veniva trascinato giù nelle acque profonde del grande Fiume .

A Dalila, Red Tony e ALE 51 piace tantissimo ♥♥♥♥

Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Mar Mar 29, 2022 2:34 pm
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)
Il fumo e l'arrosto  Racconti e Leggende  1f42a 

Nelle città orientali vi sono strade in cui i cuochi preparano le pietanze più squisite sul posto, e la gente si affolla intorno alle loro bancarelle per mangiare e far acquisti.
Ad una di queste bottegucce ambulanti, si avvicinò un giorno un povero saraceno.
Non avendo denari per comprarsi qualcosa, allungò il suo pane sopra una teglia di arrosto, lo impregnò del fumo appetitoso che ne usciva, e se lo mangiò avidamente.
Ma proprio quella mattina, il cuciniere non aveva fatto buoni affari ed era di malumore.
Perciò si rivolse con ira al povero saraceno e gli disse:

“Pagami quello che hai preso!”
“Ma io dalla tua cucina non ho preso altro che fumo!” rispose il poveretto.
“E tu pagami il fumo!” tuonò il cuoco inviperito.
La cosa finì in tribunale.
Il Sultano chiamò a raduno tutti i saggi del regno e propose loro di risolvere la questione.

Cominciarono dunque a discutere e sottilizzare:
chi dava ragione all’uno col pretesto che il fumo appartiene al padrone dell’arrosto, e chi all’altro, sostenendo che il fumo è di tutti, come l’aria che si respira.
Finalmente, dopo lunghe perplessità, la sentenza fu questa:
“Dacché il povero ha goduto il fumo, ma non ha toccato l’arrosto, prenda una moneta e la batta sul banco.

“Il suono della moneta pagherà il cuciniere.”
Così fu fatto.
In cambio del fumo dell’arrosto, il cuoco ebbe il suono della moneta.

(Dai racconti -Novella Araba)


Racconti e Leggende  Tumblr72

Racconti e Leggende  1559979731

A Dalila, Red Tony e ALE 51 piace tantissimo ♥♥♥♥

Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Lun Feb 14, 2022 8:32 pm
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)

I Tre consigli del Padrone Saggio



In un villaggio a metà strada tra Arborea e il Sinis , un bottegaio di nome Antoni, arrivando al suo negozio vi trovò sull uscio un cadavere. Temendo che i gendarmi lo avrebbero accusato, fuggì dal paese senza dire nulla a nessuno, nemmeno ai suoi parenti.


Dopo aver percorso molta strada in direzione di Nuoro, Antoni capitò in un borgo montanaro di sparute case. Gli sembrò tanto desolato e distante che la scelse per proseguire la sua latitanza appena iniziata .



Chiedendo in giro se ci fosse per lui un lavoro da qualche parte , si trovò a colloquio presso un proprietario di terre che tutti in paese riconoscendogli doti di saggezza , chiamavano Salomone. Antoni fece bella figura davanti a Salomone , e per questo lo prese come bracciante. Ma passati vent'anni di fedele servizio, l innocente latitante espresse il desiderio di poter tornare alla sua antica casa, per ricongiungersi finalmente con i suoi familiari e dare spiegazioni sulla sua lunga assenza. Salomone accordò il permesso e Antoni , che fino a quel momento si era fatto offrire dal padrone vitto e alloggio ma mai aveva preteso denaro, chiese una liquidazione per tutti i suoi servigi . Salomone accettò anche questa richiesta e diede al dipendente trecento denari.



Antoni, eccitato all idea di tornare dai suoi , ma allo stesso tempo preoccupato per quello che poteva essere cambiato durante la sua lunga latitanza , conoscendo la saggezza del suo padrone gli chiese : “ Che prezzo ha uno dei tuoi consigli ? ” < Cento denari < rispose il padrone. Il servo pagò e Salomone gli disse : “Non abbandonare mai la strada vecchia per la nuova”.



Antoni non fu soddisfatto di quel primo consiglio, così pagò altri cento denari per averne un altro e il suo padrone esaudì la sua richiesta : “ Non immischiarti nelle questioni che non ti riguardano” . Rimasto con soli cento denari in tasca, Antoni stava per incamminarsi quando decise di sacrificare anche quelli per un terzo consiglio. “ Rimanda a domani i cattivi pensieri di oggi ” gli disse Salomone.



Il servo a quel punto fu pronto per partire, non troppo soddisfatto, in verità dei tre consigli ricevuti e senza un soldo in tasca, ma non completamente a mani vuote perché il padrone, nel momento dell addio , gli regalò una pagnotta e gli raccomandò di non mangiarla , per nessun motivo , prima di ricongiungersi con i famigliari.

Antoni si mise a percorrere al contrario la strada che vent'anni prima lo aveva allontanato dai suoi affetti , e lungo il cammino incontrò un gruppetto vestito a festa che procedeva a bordo di un carro a buoi tutto agghindato .

Fu invitato a salire sul carro e a unirsi al sollazzo, ma ricordando il primo consiglio vendutogli da Salomone , decise di rifiutare l offerta. L allegra comitiva proseguì , lasciandolo appiedato indietro di qualche chilometro, e dopo un po si udirono degli spari e delle grida . Girata una curva , Antoni ritrovò lo stesso carro , ma meno allegro di prima e pieno di cadaveri , probabilmente a seguito di una rapina per mano di banditi.

Ringraziando mentalmente Salomone , oltrepassò il luogo della strage e proseguii per la sua strada.



Giunta la notte chiese ospitalità a un pastore che fu con lui gentile e lo invitò alla sua tavola per cena. Quando ebbero consumato il pasto, in un momento di silenzio, Antoni udì dei lamenti provenire da una porta sbarrata . Il padrone di casa, essendosi accorto che l ospite aveva sentito , si avvicinò alla porta e la schiuse su un uomo anziano e deperito.

Gli lanciò un tozzo di pane , allo stesso modo che si usa con le bestie , e poi tornò a sedersi a tavola . < Ciò che accade in questa casa non mi riguarda < disse Antoni , poiché gli parve che il pastore si aspettasse da lui qualche commento. “ E cosi dev'essere ” rispose l uomo . “ Quello un tempo era mio compare , ma dopo una rapina mi denunciò ai gendarmi, e quando questi mi rilasciarono , tutta la mia famiglia era morta di fame. Perciò io la vendico in questo modo. Se tu mi avessi fatto qualche domanda , avrei dovuto ucciderti ” Antoni , in cuor suo , ringraziò Salomone per la seconda volta prima di andarsene a dormire.



All'alba del giorno dopo riprese il viaggio. Ormai era poco distante dalla sua vecchia casa , in cui arrivò verso sera. La trovò tutta addobbata di luci e di festoni e quando vide sua moglie uscire nel cortile , anche lei era tutta addobbata e allegra e attorniata da molti uomini . Avrebbe voluto uscire allo scoperto e fare una scenata di gelosia , ma pensò al terzo consiglio di Salomone e si trattenne .



Passò la notte sotto il cielo stellato che sta al confine tra Arborea e il Sinis e la mattina seguente, sbollita la rabbia , bussò alla porta della sua casa. Aprì la moglie e quando lo vide la gioia le brillò gli occhi . Lo abbracciò e poi gli mostrò i suoi figli , che aveva lasciato bambini e che si ritrovava uomini . E se il giorno prima nella casa si faceva festa era perché uno di questi aveva battezzato il figlioletto.

Antoni si sentì uno sciocco per la sua cattiva fede e ancora una volta ringraziò Salomone per averli consigliato di non essere avventato. Quando finalmente fu a tavola con la sua famiglia , al completo per la prima volta dopo vent'anni , spezzò la pagnotta che gli aveva dato Salomone . Ne uscirono trecento denari e, un poco commosso, ringraziò il padrone per la quarta volta.


Racconti e Leggende  Img_1419

(G,Lisai)
Foto- Ragazzo in costume tradizionale di Teulada (Ca)

A Dalila piace il post ♥

Nickita
Messaggi : 2203
Mattoncini : 1568
Data di iscrizione : 23.07.20
Visualizza il profilo

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Lun Gen 24, 2022 4:50 pm
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)

[size=32]La rosa e il rospo[/size]

(leggende e racconti brevi)


[size=32]Una rosa rossa in un giardino era molto ammirata e considerata da tutti la più bella del mondo. [/size]
[size=32]La rosa fremeva di gioia a ogni lusinga. [/size]
[size=32]Tuttavia, desiderava essere ammirata più da vicino e non capiva perché tutti la osservassero da così lontano.[/size]

Racconti e Leggende  Rosa-rossa


Un giorno notò ai suoi piedi un rospo enorme e scuro. Non era affatto bello, con il suo colore spento e le brutte macchie sulla pelle. Inoltre, aveva anche degli spaventosi occhi sporgenti. La rosa capì che la gente non si avvicinava proprio a causa di questo animale.
Subito ordinò al rospo di andarsene. Non si rendeva conto che rovinava la sua immagine? Il rospo, molto umile e obbediente, accettò all’istante. Non voleva disturbare, pertanto se ne andò.
Nel giro di pochi giorni, la rosa cominciò a sfiorire. Le foglie e i petali cominciarono a cadere. Nessuno voleva più guardarla. Passò da quelle parti una lucertola e vide la rosa piangere, dunque le chiese quale fosse il suo problema e lei rispose che le formiche la stavano uccidendo. Allora, la lucertola disse ciò che la rosa già sapeva: “ era Il rospo che  mangiava le formiche e ti permetteva di essere bell e tu lo hai cacciato“.

A Nanni, Dalila e Red Tony piace tantissimo ♥♥♥♥

Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Ven Dic 03, 2021 10:38 pm
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)
La Leggenda de " Sa Crabarissa"
( La ragazza di Cabras)  Racconti e Leggende  1f4dc 

Racconti e Leggende  Img_1116

Nel centro della Sardegna c'è un luogo ricco di boschi, una valle ricoperta da una fitta vegetazione mediterranea in cui gli arbusti di mirto, leccio e lentischio si aggrovigliano tra imponenti massi calcarei. Nell' incantevole territorio del Mandrolisai, nel territorio di Austis , la natura è un incanto, testimone silenziosa e impotente di un amore struggente, consumato tanto tempo fa dove si narra che;

In un tiepido giorno d’inverno un gruppo di pastori proveniente da Austis giunse finalmente in pianura, nella piccola cittadina di Cabras, è qui nacque l’amore tra un affascinante giovanotto che rimase colpito da una fanciulla del posto: il suo nome rimane un mistero, ma si dice fosse giovane e bellissima, avvolta nel magnifico abito locale.

Bastò un semplice sguardo e tra i due fu subito idillio, tanto che si scambiarono doni e promesse di matrimonio. Ma quell’idillio, nato in un giorno d’inverno, si spezzò in primavera, quando il giovane
pastore riprese la via della montagna, lasciando la ragazza in attesa del suo promesso ritorno.
Passarono i giorni e la fanciulla, stufa di aspettare e preoccupata per le sorti del suo amato, decise di incamminarsi verso Austis per capire cosa fosse accaduto.
Il sentiero impervio e faticoso non la spaventava, la fanciulla proseguì lungo il cammino, desiderosa solo di riabbracciare il suo innamorato. Al suo arrivo, però, nessun abbraccio, nessuna dolce parola.
La giovane ragazza scoprì l’inganno di quell’amore: il pastore, quel giovane che doveva sposarla, era in realtà già legato a una donna del posto.
Affranta dal dolore, la fanciulla decise di riprendere la via di casa, ma non giunse mai a destinazione.
Durante il suo ritorno a valle, nel sentiero che riporta alla pianura, la giovane venuta da lontano decise di fermarsi per rivolgere un ultimo sguardo al paese del suo amato, ma il dispiacere fu così forte che rimase pietrificata per sempre.
La donna di Cabras, “Sa Crabarissa”, è ancora lì, avvolta per sempre in una splendida veste di pietra, che guarda solitaria il suo amore perduto.


Questa leggenda veniva tramandata oralmente specialmente ai più giovani , come metodo d'insegnamento e con l'invito di non giocare con i sentimenti altrui.

( Leggende Sarde)
Foto de sa Crabarissa un masso granitico alto 50 metri

A Dalila, Nickita, Red Tony e ALE 51 piace tantissimo ♥♥♥♥

Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Sab Ott 30, 2021 11:41 am
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)
Racconti e Leggende  Img_919


La bimba luminosa




Molto tempo fa, quando tutte le case erano di pietra lunare, vivevano in Sardegna due vecchi vecchissimi, tziu Mikei e tzia Arega. Erano più vecchi delle pietre, più legnosi delle querce, più rugosi delle tartarughe. Erano così vecchi che non avevano quasi più bisogno di mangiare. Ogni tanto succhiavano un frutto. Erano così leggeri che il vento, gonfiandogli le vesti, quasi se li portava via al volo come grossi insetti. Ma non avevano paura del vento di ottobre, né del sole che ruggiva in agosto, né dei tuoni e lampi di settembre. Erano i custodi delle tombe.

Ci piantavano fiori perché le anime dei morti si nutrissero del loro profumo e ci posavano sopra grandi pietre, perché le anime ci si potessero appigliare e si trattenessero sulla terra il più a lungo possibile, prima di cedere alla corrente che le portava via. Solo loro sapevano quali fiori servivano per ogni anima e quali pietre. Conoscevano gli uccelli in cui le anime a volte vivevano. Tziu Mikei e tzia Arega erano sempre in giro, fragili e scricchiolanti, parlavano con tutti gli esseri umani e gli animali, a chi voleva sapere raccontavano tutte le storie.



Solo la propria storia avevano dimenticato e non sapevano più se erano madre e figlio, marito e moglie o fratello e sorella.
Un giorno avenne una cosa stranissima: tzia Arega mise al mondo una bambina. Pieni di stupore tutti i paesani vennero a visitarla e videro una neonata sana e tranquilla, solo uno strano riflesso verdognolo della pelle li lasciò inquieti. Crescendo Zuanna diventò una bambina molto bella, di una bellezza che dava emozione, e aveva sempre quel bagliore verde sulla pelle. Quando i vecchi uscivano la lasciavano in custodia alle vecchie tartarughe, nell'angolo più remoto del giardino.


In quei tempi le donne andavano al fiume a lavare e i bambini a volte le accompagnavano per giocare e farsi il bagno. Lì nell’acqua la pelle cangiante di Zuanna diventava proprio verde e brillava come le squame dei pesci. Gli altri bambini la chiamavano “sa pippia birdi”, la bambina verde, e litigavano per starle vicini e giocare con lei. Ma Zuanna era timida e scontrosa come un animaletto selvatico.


“Cos’hai Zuanedda, che sei zitta zitta?” le chiedeva a volte ziu Mikei quando la vedeva incantata a guardare le nuvole. La bambina aveva due occhi giallastri che brillavano la sera come due stelle.
Una notte nel cuore della notte tzia Arega ebbe come una punta al cuore, un allarme silenzioso che la svegliò. Subito si alzò e andó a cercare Zuanna. La trovò in cortile che frugava tra le stoppie. Allora la vecchia si accorse che il corpo della bambina emanava una luce verdastra e fosforescente e capì che non era una bambina ma una jana. Tremando come una foglia corse da tziu Mikei, che dormiva sempre con un occhio solo e aveva già sentito tutti i movimenti in casa. “Mikei, diceva Arega, Mikei, già l’abbiamo fatta bella, abbiamo messo al mondo una jana”.


Le janas a volte facevano nascere le loro figlie nel mondo umano, perché si facessero amiche dei bambini più belli e li attirassero, in un momento di distrazione dei grandi, lontano dal paese. Poi li chiamavano con voci bellissime e se li portavano via nelle loro case di roccia.
Tziu Mikei non restò molto tempo pensa pensa. Senza dire niente si coprì col suo mantello e si avviò verso la montagna. Il vento dormiva ancora. Tziu Mikei conosceva le pietre una per una. Sapeva dove si aprivano fessure che portavano dentro la terra e cominciò a chiuderle con grandi massi e piccole pietre, finché non ci passava più neanche l’aria. Erano le case delle janas, che, al vedersi sbarrate dentro, strillavano e mugolavano come maialetti spaventati. Ma tziu Mikei non si lasciò impressionare.


Quando stava per chiudere l’ultimo foro, ecco che ne sbucarono con gran fracasso e stridio le janas una dopo l’altra, spingendosi e ruzzolando, aggrappandosi l’una all’atra. Erano moltissime, con vestiti di tutti i colori e la pelle verde fosforescente. Rimasero lì a guardarlo arrabbiatissime e piangenti. “Ci hai distrutto le nostre case” dicevano con una vocettina finissima. “Sì, disse Mikei, perché voglio che ve ne andiate da qui. Non so cosa avevate in mente quando ci avete mandato Zuanna, ma ormai lei è mia figlia, lasciatemela stare. “ “Ma è nostra sorella e nostra figlia” dicevano le janas confuse. Tziu Mikei non sentì ragioni. “L’avete mandata da noi, no? Quindi starà con noi. Andatevene lontano, ma lontano…”


Tziu Mikei tornò a casa che il cielo era schiarito. Nel cortile la piccola Zuanna dormiva con le tartarughe. Una delle janas bambine era venuta a salutarla, ma appena vide il vecchio fuggì via.“Zuanna resta con noi” disse Mikei ad Arega.

 E i tre vivono ancora lì, in quel paesino della Sardegna. 
I due vecchi sono sempre più leggeri e più piccoli che sembrano due cicale, la bambina è sempre più verde e splendente, come una farfalla.

Racconti e Leggende  2023411230

A Dalila, Nickita e Red Tony piace tantissimo ♥♥♥♥

Nanni
Admin
Admin
Messaggi : 3064
Mattoncini : 1705
Data di iscrizione : 08.07.20
Visualizza il profilohttps://ilcarosello.forumattivo.com

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Gio Ago 12, 2021 11:38 pm
Reputazione del messaggio: 100% (1 voto)

L'aquila e lo scarabeo 


C'era una lepre inseguita da un'aquila che , sentendosi persa, chiese aiuto a uno scarabeo , implorandolo di salvarla . Lo scarabeo chiese all'aquila di perdonare il suo amico ma essa , disprezzando la richiesta dello scarabeo ritenendolo insignificante, divorò la lepre in sua presenza.
Da quel giorno , in cerca di vendetta , lo scarabeo osservava i luoghi in cui l'aquila deponeva le uova e, facendole rotolare , le gettava a terra.
L'aquila si rivolse cosi a Zeus chiedendo un posto sicuro dove depositare i suoi futuri piccoli. Zeus si offrì di metterli in grembo , ma lo scarabeo , vendendo la tattica nemica , fece una pallina di argilla, volò e la lasciò cadere sulle ginocchia di Zeus . Zeus si alzò per scrollarsi di dosso quella pallina e gettò le uova a terra senza accorgersene . Ecco perché da allora le aquile non depongono le uova nel momento in cui gli scarabei volano. 


Questa vecchia fiaba di Esopo ci vuole insegnare a non disprezzare mai ciò che sembra insignificante , perché potrebbe non essere così debole !
 
Racconti e Leggende  Analis10

A Dalila, Nickita e Red Tony piace tantissimo ♥♥♥♥

Contenuto sponsorizzato

Racconti e Leggende  Empty Re: Racconti e Leggende

Torna in alto
Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.